fabriziocoppola

Archivio per Marzo 2009

Diario del tour # 1: perugia, caserta

In diario del tour, live on Marzo 29, 2009 at 23:01

Seduto su una sedia di legno e paglia fumo una sigaretta e sorseggio una birra fuori dal loop mentre il sole si inflitra agile nelle strette strade del centro di perugia.  La giornata è bella, vado a fare quattro passi, mi allungo fino in via dei priori – vorrei rimanerci per sempre, forse. Mi fermo in un bar di fronte alla cattedrale, bevo un tè e butto giù una scaletta. Leggo il giornale. Intorno a me un paio di coppiette, tre ragazzi rumeni ridono e scherzano nei loro pantaloni sporchi di vernice bianca. Pago, esco e torno al loop.

Non sapevo che ci fosse un pianoforte, così me ne sto lì per una buona mezz’ora a prendere confidenza con lo strumento. Suonare da solo nella sala vuota mi fa sentire a casa. Il sound check è veloce, sistemo tutte le cose sul palco – le armoniche, la scaletta, i testi di alcuni pezzi nuovi che sbaglio quasi sempre – poi sono pronto per la cena. Si mangia a casa di gianluca e del suo socio con il quale gestiscono il locale: formaggi e salumi fatti dai genitori di gianluca più lasagna ai funghi preparata dal suo socio. Mangiamo sul divano, si chiacchiera, un po’ guardiamo annozero, poi sentiamo un po’ di musica. Oltre a me e a gianluca ci sono due ragazze, una ricercatrice universitaria emaciata ma dallo sguardo gentile e una studentessa prossima alla laurea che ci racconta una storia confusa su un omicidio, delle indagini in Brasile e altre faccende che faccio fatica a seguire.

È quasi ora, vado in camera e scelgo una camicia: ne ho portate 5 per due concerti – l’indecisione – pur sapendo benissimo quale avrei indossato. La indosso, controllo nello specchio e poi si va per un caffè. La gente al loop arriva sul tardi. Alle 11 si comincia, un’ora e mezzo dopo tutto è finito. Nel mezzo uno dei più bei concerti che abbia fatto: ogni cosa funziona perfettamente, il pubblico ascolta, applaude, ride, urla e capisce. Suono per la prima volta La stupidità in versione chitarra e voce – a metà pezzo mi commuovo, la sento quella lacrima solitaria che scende e mi distrae per un paio di versi, poi riprendo il controllo e la porto fino alla fine.

Quando esco per una sigaretta mi accorgo che la temperatura è precipitata rispetto al pomeriggio: fuori dal locale mi fermo a parlare con dei ragazzi poi torno dentro e aspetto la chiusura prima di tornare a casa con gianluca. Il mattino dopo un caffè in piazza e poi via alla stazione direzione caserta. Sulla strada saluto Perugia e tutto il resto.

Non ero mai stato a Caserta, così inorridisco quando scopro che hanno costruito la stazione proprio di fronte alla reggia. Bevo un caffè, adocchio le sfogliatelle e mi faccio un appunto mentale: ricordati di comprarne 4 o 5 prima di ripartire domani mattina. Il caffè è ottimo.

Dopo poco arriva Fabio e andiamo nella casa che mi ospiterà per la notte: è molto bella, con una terrazza grandissima e un’intera parete di finestre coperte di tende leggere rosse, arancioni e viola. Beviamo un tè, io mi faccio una doccia veloce e poi si va alla libreria ticonzero per l’intervista. I ragazzi dell’associazione che organizza il concerto – Fabio, Adriano, Cristina, Serena – sono fantastici e nonostante le difficoltà che incontrano vanno avanti dritti per la loro strada.

La sveglia suona alle 8, la spengo e quando mi risveglio sono le 9, e sono in ritardo. Dopo dieci minuti arriva fabio, beviamo un caffè al volo e scappiamo verso la stazione – senza dimenticare un salto in pasticceria per le sfogliatelle.

A Roma Termini ci sono le postazioni di informazioni per quelli che vanno al congresso del nascente popolodellelibertà. Li riconosci a prima vista. Mangio al volo una carbonara al ristorante self service chef express, lottando strenuamente per non far cadere il vassoio che reggo con una sola mano mentre sono in fila alla cassa – il resto del corpo è impegnato a trascinare trolley, chitarra e il preziosissimo sacchettino con le sfogliatelle. Il treno per Milano è affollatissimo, fatico a farmi strada fino al mio posto, sull’orlo di una crisi di nervi. Poi mi sistemo e cerco di recuperare un po’ di sonno. Operazione impossibile. Dall’altro lato del corridoio c’è una signora che attacca a raccontare la storia della sua vita al passeggero che ha di fronte e lo fa con un tono di voce che si sente fin dall’inizio del vagone. Ok, se non posso dormire, almeno cerco di seguire la vicenda. La signora è napoletana, ed è da poco vedova. Era sposata con un tipo di ferrara o ravenna, non ricordo. Il tipo era leghista e un giorno loro figlio a scuola fece un tema su Garibaldi, nel quale scrisse soltanto “Garibaldi era un cretino”; dopo questo fatto i genitori furono convocati a scuola per spiegazioni e la signora disse che era il marito che inculcava quelle cose al figlio. La signora parlava di queste cose con un distacco sorprendente, come se non si trattasse né di suo marito e nemmeno di suo figlio. Fatto sta che a un certo punto il nostro eroe del nord decide che vuole visitare Napoli, città natale della sua amata. Lei cerca di farlo desistere da quella malsana idea – non è posto per te, gli dice – ma lui è irremovibile. Ed è così che, quindi, quell’estate lei lo porta a Napoli. E lui se ne innamora. Incredibile. Ma più incredibile ancora è il fatto che un anno dopo l’azienda per la quale il marito lavora gli propone di trasferirsi a Napoli nella sede appena aperta: e lui accetta. In seguito l’uomo muore e nonostante lui avesse detto alla moglie più volte che avrebbe voluto essere seppellito a Napoli lei lo riporta su al nord: “perché quella è la sua terra – dice la signora – non me la sono sentita di lasciarlo lì a Napoli”.

Quando scendo in centrale sono confuso, molto confuso. Fumo avidamente una sigaretta appena sceso dal treno: il cielo è grigio e pioviggina. Stringo il sacchetto con le sfogliatelle come fosse l’ultimo palpabile feticcio dell’unità d’Italia e mi dirigo verso casa.

Questa macchina uccide la stupidità

In diario del tour, live on Marzo 13, 2009 at 23:42

Una fastidiosa influenza è qui con me a poche ore dal debutto di questa nuova avventura. Naso tappato e cerchio alla testa. Va bene, va bene.

Sono in giro da abbastanza tempo per sapere che la cosa che più conta è godersi ogni momento di ogni concerto – il suono, il check, una birra sdraiato sul palco mentre sistemo le regolazioni dei pedali, i sorrisi e le facce.

Questo tour si presenta come un mio personale best of delle mie canzoni: ho scelto esclusivamente quelle che mi diverto di più a suonare e a cantare – divertimento inteso in senso lato, ovviamente. Ci saranno canzoni da tutti i miei dischi, compreso un sacco di materiale nuovo, oltre ai brani che compongono il nuovo ep, fresco fresco di stampa.

Non ci saranno chitarre elettriche in questo tour. Sto giocando con questo nuovo suono, molto roots, che vuole anche essere una sorta di tributo ai Grant Lee Buffalo, uno dei gruppi che amo di più in assoluto. E poi mi piace molto l’idea di tornare ai basics, così come ho fatto per la scrittura dei nuovi brani: strutture scarne ed essenziali, e di conseguenza un suono scabro e privo di orpelli. La mia personale idea di folk di inizio secolo.

Come in ogni primo concerto di un tour, domani sera probabilmente ci sarà qualche sbavatura, qualche dettaglio non messo a fuoco perfettamente. E ci sarà anche un sacco di eccitazione e un po’ di paura – ho dovuto ristudiare gli accordi di un paio di vecchie canzoni, e spero di azzeccarli tutti domani. Questa cosa mi fa ridere. Se non li so io, chi mai dovrebbe saperli…

Domani vedremo.

 

qui una recensione del concerto

La stupidità quotidiana 2a puntata: la realtà supera la fantasia

In La stupidità quotidiana on Marzo 6, 2009 at 19:35

Nuovo appuntamento per La stupidità quotidiana, rubrica che vien fin troppo facile compilare di questi tempi. Per la puntata odierna non me la sento proprio di commentare, vi rimando direttamente all’articolo del corriere online, qui.

Fare qualcosa che serva

In news on Marzo 2, 2009 at 11:01

La notte di mercoledì 25 febbraio ignoti sono entrati nella sede del circolo Arci La Locomotiva di Osnago (LC) presso la Stazione scardinando la porta d’ingresso e rubando soldi e materiale di consumo, provocando danni alla struttura del bar e alle attrezzature per alcune migliaia di euro.
La valutazione dei fatti al momento esclude una matrice di genere politico.

Il Circolo è attivo dal 2002, molti di voi lo conosceranno anche per l’assidua e interessante programmazione musicale che offrono settimanalmente.

A fronte dell’accaduto il consiglio direttivo ha indetto una sottoscrizione straordinaria: potete partecipare facendo un versamento (IBAN: IT04W0521651650000000030060 con causale: “noi andiamo avanti” oppure rivolgendovi all’ufficio allo 039 9520131).

Con una piccola cifra potete aiutare una realtà come questa a restare in piedi – e di questi tempi non è cosa da poco.

Cosa può un povero cronista contro i poteri forti

In La stupidità quotidiana on Marzo 1, 2009 at 00:47

Vi segnalo un interessantissimo articolo sulle manifestazioni di oggi pubblicato sul corriere online.

Oltre al tono da farsa da operetta caro al ventennio – secondo il quale i buoni stanno di qua e i cattivi che incendiano i cassonetti stanno di là – vi consiglio di dare un occhio alla maniera fantasiosa con cui il nostro caro cronista ha scritto “da farsi” al terzo rigo della seconda parte dell’articolo.

Spiace solo che il pezzo non è firmato e che la tua gentil prosa, o sottil cronista, resti così, senza nome, nel marasma della rete.