Diario del tour #5: Firenze, Novara, Bergamo

Firenze immobile in un disastro di lamiere – sciopero dei mezzi – più di un’ora per fare meno di 4 chilometri in città / tutto vero. Il culo incollato al sedile il naso contro il finestrino ma là fuori niente scorre, se non qualche passante felice di procedere sulle sue agili zampette piuttosto che inscatolato in ferro e plastica. Restare bloccato nel traffico è una cosa che mi fa sentire stupido, troppo stupido. In quei casi mi vengono subito in mente pensieri catastrofici – ma che cazzo ci facciamo chiusi qui, dovremmo uscire dalle macchine e sfasciarle con degli enormi martelli e poi sfasciare anche i palazzi, le strade, ma sì, fanculo, sfasciamo tutto, ah ok, è verde, si va, bene, sto già meglio.

Posto molto bello, direzione artistica del collega Max Larocca. Il concerto fila via liscio con qualche new entry nella scaletta. La sera finisce al bancone del bar – proprio come dovrebbe sempre essere.

Di ritorno da Firenze tappa a Milano. Siamo in Corso San Gottardo e ci allunghiamo fino a piazza 24 maggio dove sta iniziando la manifestazione del primo maggio. Saremmo tentati di mischiarci con la folla ma la presenza di ben tre sound systems che sparano ovviamente musiche diverse ci scoraggia.

Piccole Iene per il concerto benefico in favore delle vittime del terremoto (tra qualche giorno sul sito del locale tutti i dettagli sulla somma raccolta e sulle associazioni alle quali verrà devoluta). Il locale è molto bello, il paesino – Romagnano Sesia – un classico della provincia italiana: piccola piazzetta con monumento ai caduti (un angelo che tiene fra le braccia un ragazzo nudo le cui pubenda sono coperte da un pugnale portato per qualche motivo in posizione centrale e non sul lato come vorrebbe la tradizione) e caffè con tavolini fuori e vecchietti intenti a giocare a carte.

Si cazzeggia un po’ in giro in attesa che arrivi il nostro turno. Entriamo per sentire gli amici Guignol e poi tocca a noi per la nostra mezz’ora di concerto. Diciamo che nel locale non c’è la folla di corso vittorio emanuele a milano durante i saldi; noi diamo il nostro contributo alla causa e poi sempre con i Guignol scoviamo una trattoria che offre buona soddisfazione. Speriamo comunque che la cifra raccolta sia sostanziosa.

Bergamo è deserta, incorniciata dalle montagne. Il locale lo ricordavo più piccolo; Patrizia – la direttrice – ci accoglie con la solita burbera ospitalità, che si stempera durante la serata: è fatta così, e va bene così. Al locale hanno un pianoforte che ha più di cento anni e ha un suono che non riesco a descrivere: è super definito ma allo stesso tempo sembra espandersi, potresti dire che è un suono asciutto ma non lo è in realtà. Cena alla solita trattoria A casa mia, a un centinaio di metri dal locale, gestita da una coppia di origini pugliesi – da segnalare la polenta servita come fosse una pallina di gelato per accompagnare il pollo arrosto, una vera chiccheria. Anche qui come a Brescia si comincia molto presto – tutto deve finire per le undici e mezza per evitare i soliti problemi e bla bla bla. Si torna a Milano, settimana prossima un altro bel giro per lo stivale.

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