Il Miracolo (nel Miracolo) di Via Aselli

Stasera sono in vena e ho voglia di raccontarvi il Miracolo (nel Miracolo di Via Aselli).

Non ricordo più quanto tempo fa, ormai, per due anni ho lavorato in un service editoriale proprio in Via Aselli. Era un periodo duro, io e la mia ex moglie avevamo da poco sottoscritto un mutuo per comprare la casa e i tassi erano subito schizzati in alto (il tasso era variabile, ma per la cronaca, anche nel periodo peggiore, la rata mensile non si era mai neanche avvicinata all’importo che avrebbe avuto con il tasso fisso). Così, per venire incontro alle mutate esigenze economiche, diciamo, io facevo tre lavori, oltre a fare il cantautore: di notte, dalle 4 alle 8, lavoravo per un’agenzia fotografica, con il compito di mettere assieme delle storie dalle foto che i diversi fotografi rubavano ai vip nei vari locali e discoteche. Poi quando io finivo il mio lavoro (una serie di cartelline con i fotoservizi stampati, pronti e corredati di didascalie che ne cavassero fuori una storia), arrivavano i venditori e portavano le storie già confezionate alle riviste scandalistiche, che nel migliore dei casi le compravano per la pubblicazione. Comunque, alle 8 io uscivo da lì e mi dirigevo al Dipartimento di Bioingegneria del Politecnico di Milano, dove lavoravo in segreteria fino alle 13. Poi mangiavo qualcosa al volo e con la mia fiammante Skoda station wagon rossa nuova, comprata usata da un caro, caro amico, raggiungevo lo studio editoriale di Via Aselli. Lì il mio compito era di revisionare la traduzione dallo spagnolo dei fantastici fascicoli della collana Minerali, che usciva in edicola per Fabbri Editore. Quando uscivo da lì, intorno alle 17, tornavo a casa sempre sull’adorata Skoda e morivo letteralmente sul divano anch’esso rosso fino all’ora di cena. Poi mi svegliavo all’ora di cena, mangiavo e praticamente andavo a letto. Capitava spesso, in quel periodo, fortunatamente, che dovessi fare anche dei concerti la sera. In quel caso, dopo essermi sollazzato con lo scisto e il basalto, caricavo gli strumenti e partivo per il concerto. Così, spesso dopo il concerto arrivavo direttamente alla redazione dell’agenzia fotografica, pronto per un altro giorno di lavoro (e il tutto senza assumere droghe).

Comunque, il capo del service editoriale era un tipo piuttosto strano: oltre la sessantina, un uomo decisamente infantile, capriccioso e molto attaccato al denaro (riuscire a farsi saldare le fatture a fine mese era sempre un’impresa). Oltre a ciò, era un invasato del sesso (sì, d’accordo, lo siamo tutti, però fatemi finire). Una volta ha tentato di mostrarmi un filmato in cui lui e un suo amico (coetaneo) facevano cose con quella che lui definiva “la ninfomane” (anche lei coetanea). Questi appuntamenti erano settimanali e ogni tanto realizzavano amabili filmatini che io sono sempre riuscito a evitare di visionare. E inoltre in un paio d’occasioni ha anche provato a invitarmi a partecipare a una di queste, diciamo, “sessioni” ricreative – come se per un trentenne felicemente sposato potesse essere attraente l’idea di fare un’orgia con tre sessantenni (comunque, boh, vai a capire). Inoltre, la grafica che lavorava nello studio, una ragazza dal look LA anni Cinquanta, era la fidanzata di uno dei componenti di un gruppo veneto di r’n’r, i Thee STP, se non sbaglio il nome, con i quali, tempo dopo, ci trovammo a dividere il minimo ma godibilissimo non-palco dello storico negozio di dischi Psycho, che ogni anno organizza una giornata di concerti in-store in occasione del Record Store Day. Vabbe’, tutto questo per dire che in Via Aselli, chissà perché, a me succedono sempre cose strane, come da Miracolo allegato: ergo, fate attenzione se vi trovate da quelle parti.

Leggi: il Miracolo di Via Aselli su Miracoli a Milano

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