Testo a fronte: un laboratorio di traduzione

Tre appuntamenti per analizzare altrettante grandi opere della letteratura americana e la loro traduzione in italiano: Furore di John Steinbeck, Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace e La strada di Cormac McCarthy. Proveremo a individuare le scelte compiute dai traduttori e i motivi che li hanno condotti a fare proprio quelle e a scartarne altre. Cercheremo di capire come è possibile cercare di conservare la voce, la musicalità, lo stile, il ritmo e il senso di un testo trasportandolo da una lingua all’altra, da una cultura all’altra. Questi tre capolavori diversissimi tra loro per linguaggio, stile, tono, ambientazione e intenzione ci offriranno gli spunti adatti per indagare e comprendere il mestiere del traduttore. Un laboratorio pensato per chi vuole avvicinarsi al mondo della traduzione, per gli amanti della lettura e per chi è semplicemente curioso di scoprire qualcosa in più del complesso e affascinante mondo editoriale.

Che cosa vuol dire tradurre? La prima e consolante risposta vorrebbe essere: dire la stessa cosa in un’altra lingua. Se non fosse che, in primo luogo, noi abbiamo molti problemi a stabilire cosa significhi “dire la stessa cosa” […]. In secondo luogo perché, davanti a un testo da tradurre, non sappiamo quale sia “la cosa”. Infine, in certi casi, è persino dubbio che cosa voglia dire “dire”.

Umberto Eco, Dire quasi la stessa cosa

La traduzione è, in quanto esperienza, riflessione. È prima di tutto un fare esperienza dell’opera da tradurre e nello stesso tempo della lingua in cui quell’opera è scritta e della cultura in cui è germinata. E subito dopo è un fare esperienza della lingua madre e della propria cultura, che deve accogliere, vincendo ogni possibile resistenza, la diversità linguistica e culturale del romanzo o del racconto da tradurre.

Franca Cavagnoli, La voce del testo

Gli appuntamenti

14/10 – John Steinbeck, The Grapes of Wrath / Furore, trad. di Sergio Claudio Perroni, Bompiani, Milano 2013.

11/11 – David Foster Wallace, A Supposedly Fun Thing I’ll Never Do Again / Una cosa divertente che non farò mai più, trad. di Gabriella D’Angelo e Francesco Piccolo, Minimum Fax, Roma 1998.

16/12 – Cormac McCarthy, The Road / La strada, trad. di Martina Testa, Einaudi, Torino 2010.Fabrizio Coppola è traduttore e editor di narrativa e saggistica. Nel 2019 ha fondato lo studio editoriale Carta. La sua ultima traduzione è Charcoal Joe, Walter Mosley, Bompiani, settembre 2020.

Intervista pubblicata sul sito di Bompiani nella rubrica dedicata ai traduttori
https://www.bompiani.it/…/traduzione-intervista…
Tradurre Alt-America
https://www.laletteraturaenoi.it/…/1071-il-mestiere-del…

Informazioni e costi
Il laboratorio si terrà presso lo Spazio Ligera di via Padova 133, Milano, con inizio alle ore 20.
Serata singola: 15 euro
Laboratorio completo: 40 euro
Prenotazione obbligatoria: info@fabrizio-coppola.net
Gli appuntamenti si terranno in osservanze delle misure anti-Covid.

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