Diario del tour #7: Benevento

Su consiglio di Alessandro seguiamo la statale E45 Ravenna Roma. In alternativa avremmo potuto proseguire sull’adriatica e scavallare dopo Pescara. Mi convincono che la statale è meglio. Ok, vada per la statale. Effettivamente avevano ragione: io faccio tutto il primo turno di guida fino al raccordo con la A1. Il panorama è favoloso: la statale si snoda tra valli verdissime e improvvise radure. C’è pochissimo traffico e la nostra marcia viene interrotta solo da alcuni lavori. A un certo punto sembra di stare in Norvegia: un lago appenninico incastrato tra versanti verdissimi e sovrastato da un cielo di un azzurro sconfinato. Facciamo delle foto, da bravi turisti, e proseguiamo (e comunque in Norvegia non ci sono mai stato).

Poi, quando il raccordo con la A1 sembra ormai a un passo, ci ritroviamo in un buco spaziotemporale che fa sì che suddetto raccordo (a Orte, per la precisione), sembri non arrivare mai. Ma dopo arriva, oh se arriva.

Cambio guida e si procede: si tratta di altri 300 km. Io passo sul sedile posteriore per il meritato riposo – ma non riesco a dormire più di un quarto d’ora, nonostante ci lavori con la necessaria convinzione. In tutti i modi, alla fine si arriva – dopo altre due pause caffè all’autogrill e dopo essere sopravvissuti alla statale Caianello Benevento: suddetta statale – una corsia per senso di marcia senza divisorio – è interpretata dai locali come una specie di circuito sul quale mettere alla prova le loro doti di guidatori sportivi. In un’ora di percorrenza si è visto di tutto: sorpassi in presenza di striscia continua; sorpassi in presenza di striscia continua con curva cieca all’orizzonte; sorpassi con doppia striscia continua con o senza curva cieca; doppi e tripli sorpassi con doppia striscia continua, curva cieca e dosso (il doppio sorpasso è così: c’è un camion che trasporta cocomeri che avanza lento: dietro di esso due vetture: quando la prima sorpassa il camion la seconda si accoda e la supera mentre la prima effettua il sorpasso. Il triplo si differenzia solo per la presenza di una terza vettura che sorpassa la seconda mentre quest’ultima sta a sua volta superando la prima intenta a sorpassare un mezzo lento).

Com’è come non è, puntualissimi alle 18.15 parcheggiamo il furgone di fronte al Morgana. Salutiamo Ernesto, Rosa e Vittorio, sempre calorosi e iper disponibili. Bonfo è arrivato con il treno direttamente da Milano e ci ha preceduto di pochi minuti. Scarichiamo in fretta e prima del sound check ci godiamo tutti insieme una birretta fresca sulle poltroncine di vimini all’esterno del locale. Relativamente ritemprati ci dirigiamo al sound check. Prima però vado a far scorta di plettri nel piccolo negozio di strumenti nella via che porta al Conservatorio. C’è una piccola piazza che risplende nella luce azzurra del tardo pomeriggio. Da una finestra al terzo piano gocciolano le note di un pianoforte, un cane dorme sul porfido agli ultimi raggi di sole.

Sound check veloce e divertente: il bello di quando si sta in giro è che dopo un po’ di date il sound check viene usato per provare cose nuove, così per rompere la monotonia. Sound check finito, un’altra birretta fresca prima di un’oretta di meritato riposo nella graziosa sistemazione messaci a disposizione.

Uscendo dal locale riesco quasi a litigare con due persone differenti.

Uno.

Mentre usciamo un tipo mi fa: Siete voi che suonate questa sera?

Sì, siamo noi.

Di dove siete?

Milano.

Ah bene, perché al mio amico stanno sul cazzo quelli di Firenze.

Mentre cerco una maniera adeguata di rispondere a questo imbecille, che mi fa venir voglia di esser nato a Firenze, Leslie mi ha già spinto cinque metri più avanti.

Ma non è finita. C’è un tipo con un Suv largo tre metri che non riesce a fare la curva dov’è parcheggiato il nostro furgone.

È vostro il furgone, chiede.

Sì. [Il furgone, per la cronaca, è parcheggiato bene e non sporge dalla striscia bianca che delimita il parcheggio.]

Bè, è troppo grosso, non ci passo.

Gli rispondo: resta da vedere se è il nostro furgone a essere troppo grosso o è la tua macchina…

Bè, ma io sono residente, risponde il simpaticone.

Io gli faccio notare che non siamo parcheggiati in un posto per residenti ma nel frattempo arriva qualcuno che sposta un’altra macchina e il suvvizzato può procedere.

Dopo riposo e doccia, cena in un ristorante poco lontano – linguine alla carrettiera (una aglio, olio e peperoncino con aggiunta di pomodoro fresco – qualcuno dei miei, e non faccio il nome per pietà – vorrebbe mettere il formaggio. Lo fulmino con lo sguardo e l’argomento è chiuso), vino rosso locale, caffè.
Quando arriviamo al locale lo troviamo bello stipato e così resterà per le due ore successive. Bel concerto energico, pubblico attento e partecipe, bella serata.
Dopo qualche birretta e un paio di panini, verso le cinque guadagnamo finalmente il meritato riposo. Domani tappa facile, fino a Roma, con partenza nel pomeriggio, quindi si può dormire.

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3 pensieri su “Diario del tour #7: Benevento

  1. Io ero al morgana fabrizio….fino ad allora avevo letto di te sul buscadero e sul sito rootshighway ma non avevo ancora ascoltato nulla; ero seduto su quel delizioso divano di vimini(all’esterno del locale) da te citato con il mio fido amico pasquale qaundo all’improvviso sento l’inizio del tuo concerto…..folgorante corro dentro e per più di un ora sono estasiato nel sentire la tua musica , i tuoi testi la tua sincerità nell’affronrare tematiche della vita quotidiana anche le più scomode. Ho acquistato entrambi i tuoi cd compreso l’ep ed è un mese che non lasciano lo stereo della mia macchina…..mia moglie che non ascolta musica italiana è letteralmente impazzita…coppola è il segreto più nascosto della musica italiana; sicuramente non tornerai a benevento a breve ma non appena sfiorerai roma ci faremo i nostri cari 400 KM per ascoltarti adesso che la tua musica ci è entrata nel sangue.
    P.S: troppo casino al morgana per la tua musica, troppa gente che di musica non se ne frega un cazzo…grande invece la gestione del locale….rispondimi a presto……..Gianluca from Benevento.

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  2. Ciao fabrizio , sono Gianluca from Benevento…..volevo chiederti se quest’estate lavori o sei in vacanza completa, visto che io e mia moglie essendo più liberi volevamo sentirti live in qualche posto della penisola …..a qualsiasi distanza da casa …..per la tua musica, e per le tue emozioni….fammi sapere a presto.

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  3. ciao gianluca
    quest’estate sto a milano al lavoro sul nuovo disco ma da ottobre saremo di nuovo in giro.
    dopo l’estate controlla gli aggiornamenti sul sito per le nuove date.
    a presto

    f

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